Raiola, la prima missione impossibile: Nedved dalla Lazio alla Juventus e quella compito da sei miliardi di lire

ROMA — La grande dote di Mino Raiola era l’empatia che riusciva a creare insieme i suoi assistiti, la sua capacità di insiemevincerli della scelta migliore per la propria carriera. Loro si fidavano irragionevolmente di lui. Un esempio, uno dei più eclatanti, risale all’estate di ventuno anni fa e riguarda uno dei giocatori cui era più legato, Pavel Nedved.

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