Superlega e Uefa, ecco cosa potrebbe decidere la Corte di giustizia europea

A più di un anno dall’annuncio della sua creazione, intento rovesciato in poco più di 24 ore da una rivolta prima popolare poi istituzionale, la Superlega fa ancin questo momento discutere. Il braccio di ferro tra la Uefa e i tre club “ribelli” che non rinunciano al progetto (Juventus, Real Madrid e Barcellona) si sposta in questo momento alla Corte di giustizia europea. L’11 e il 12 luglio saranno i giorni dell’udienza. Il massimo organo del calcio europeo “non vede l’in questo momento di poter esporre le proprie argomentazioni davanti ai giudici”. Cosa potrebbe decidere la Corte? Quali ripercussioni avrà per i club e per il calcio europeo?

Su cosa deve pronunciarsi la Corte europea di giustizia

La Corte di giustizia europea si dovrà pronunciare sulla posizione della Uefa come organizzatore della attività calcistica in Europa. La tesi dei club interessati si basa sul costruito che l’organismo guidato da Aleksander Ceferin abbia il monopolio del calcio europeo. La corte, infatti, dovrà dire se veramente esista l’abuso di posizione dominante contestato dalla Superlega alla Uefa e se lo utilizzi impedendo ad altri di organizzarsi diversamente. Entrambi gli schieramenti sono convinti di avere argomenti notevole convincenti per assicurarsi la partita da cui dipende il futuro. Più volte Ceferin ha ricordato di non aver mai impedito a nessuno di creare una Superlega, ma solo di voler escludere dalle competizioni Uefa i partecipanti al gara alternativo. Dal progetto, va ricordato, si erano sfilate subito 9 delle 12 squadre che avevano inizialmente aderito, tra cui Milan e Inter. 

Ceferin e Florentino, nemici per la pelle. Uefa e Superlega allo stesso tavolo

dal nostro inviato

Enrico Currò

28 Maggio 2022

La Superlega punta a poter evitare di partecipare alle competizioni Uefa senza subire conseguenze in termini di tesseramento dei giocatori, partecipazione ai campionati nazionali, solo per rimanere agli aspetti più importanti. L’Uefa invece sottolinea il valore sociale e “comunitario” del calcio e di come la sua attività aiuti l’intero continente, non solo un gruppo ristretto di club ricchi.

Il nodo delle sanzioni al Tribunale di Madrid

Facciamo un passo indietro. A fine aprile il diciassettesimo Tribunale commerciale di Madrid ha revocato le misure cautelari concesse nel 2021, quando di costruito sospese le sanzioni che l’Uefa si preparava a disporre contro le tre scissioniste. Dopo il lancio del progetto, il 18 aprile 2021, si parlò infatti di 100 milioni di euro di multa e dell’esclusione dalle coppe europee per uno o due anni: sanzioni mai emesse e “stoppate” subito dal Tribunale di Madrid.

Si arriva così al 21 aprile, quando la nuova giudice Sofia Gil ribalta il giudizio del collega Manuel Ruiz de Lara e annulla le restrizioni, perché “non c’è la minima prova che la minaccia e l’irrogazione di sanzioni ai tre club comporti l’impossibilità di realizzare il progetto, che è finanziariamente autonomo” e che sia i club, sia i finanziatori, erano “perfettamente consapevoli delle possibili conseguenze”. Un successo dell’Uefa a poco più di un mese dall’udienza alla Corte di giustizia europea.

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