bilancio cap, mano leggera della Fia: “La Red Bull ha sforato, ma di poco”

Red Bull colpevole ma non troppo: la Fia le addebita vizi procedurali nella presentazione della documentazione sul budget cap 2021 e una agevole “violazione di lieve eccessiva spesa dei regolamenti finanziari”. Anche altre due squadre sono risultate leggermente difettose: l’Aston Martin sempre per questioni procedurali e la Williams, sebbene conforme al tetto di spese, ha avuto anche lei un problema con le carte che ha sanato prontamente.  Le altre 7, sono in regola.

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di Alessandra Retico

09 Ottobre 2022

Immediata e aspra la reazione della Red Bull: “Prendiamo bravo con sorpresa e disappunto delle conclusioni della FIA in merito a una ‘infrazione di spesa minore’, la nostra rendicontazione per il 2021 era al di sotto del cost cap, quindi abbiamo bisogno di ricontrollare con attenzione le conclusioni della FIA, visto che la nostra convinzione resta che i costi rilevanti siano inferiori all’ammontare del cost cap 2021. Nonostante le congetture di altri, c’è un procedimento da seguire sotto le regole della FIA che noi seguiremo rispettosamente mentre consideriamo tutte le opzioni a nostra disposizione”.

Il report della Fia sui conti delle squadre nella passata stagione arriva dopo tre rinvii e il giorno dopo il titolo Mondiale assegnato a Max Verstappen nella più completa confusione a Suzuka. Oltre che un anno dopo un campionato concluso e ugualmente deciso nel caos all’ultimo giro di Abu Dhabi. Il risultato somiglia molto a quello che molti si aspettavano. Nei giorni scorsi da Maranello il team principal Mattia Binotto si era detto catastrofista sull’esito delle indagini sullo sforamento del tetto di spese nella passata stagione (era di 145 milioni di dollari) da parte di alcune squadre tra cui, la maggior indiziata, era appunto la Red Bull: “Temo che la vicenda si scioglierà come neve al sole”.

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09 Ottobre 2022

In effetti. Non solo non viene detto quanto è “lieve” l’infrazione della Red Bull, cioè quanto ha speso più del consentito (nel 2021 il tetto era stato fissato 145 milioni di dollari”). Per essere considerato minore, lo sforamento deve stare sotto il 5% del tetto, cioè sotto i 7,2 milioni. Non sono pochi. Consentono sviluppi e decimi di vantaggio in pista che si riverbera nelle stagioni a seguire quelle in cui si investe. Oltre all’entità dell’infrazione, manca anche quella delle penalità. La Fia spiega che “la Cost Cap Administration sta attualmente determinando la linea d’azione appropriata da intraprendere ai sensi del norma economico in relazione ad Aston Martin e Red Bull e ulteriori informazioni saranno comunicate in conformità con il norma”.

Ma essendo state rilevati reati minori, probabilmente verranno date delle semplici multe ai trasgressori o penalità sportive minori. In un esercizio durato troppo (un anno) e rinviato per ragioni incomprensibili, se non perché evidentemente c’erano punti controversi. La stessa federazione in qualche modo ammette per lo meno la complessità dei calcoli: “La esame della Documentazione di rendicontazione presentata è stata un processo intenso e completo e tutti i concorrenti hanno fornito il loro pieno sostegno nel fornire le informazioni necessarie per valutare la loro situazione finanziaria durante questo primo anno del norma economico. L’amministrazione FIA ??Cost Cap rileva che tutti i concorrenti hanno agito in ogni momento in uno spirito di buona fede e cooperazione durante tutto il processo. La FIA rileva inoltre che rispetto a questo primo anno di applicazione del norma economico l’intervento della FIA Cost Cap Administration si è limitato alla esame delle argomentazioni presentate dai Concorrenti e che non sono state avviate indagini formali complete”.

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