Le pagelle del Gp di Miami: Verstappen è la apice, i meccanici Ferrari sbagliano tropppo

VERSTAPPEN 10
Gara fantastica. Aveva detto dopo le qualifiche, smoccolando: non possiamo sempre complicarci così la vita. Non gli era andato giù il terzo posto. Poi però ci pensa lui a spianare il suo destino. In partenza beffa Sainz e inizia la rimonta. Poi al nono gara a tappe, con il rivale in difficoltà nella gestione delle gomme,  il sorpasso vincente a Leclerc. Non lo ferma nessuno, nemmeno la safety car entrata per il botto fra Norris e Gasly. Per undici giri chiude la porta al ferrarista e lo tiene dietro sino alla fine. Di più: si prende pure il punto per il gara a tappe veloce e va a meno 19 nella classifica iridata.  

LECLERC 8
Altra chance sprecata. Resta davanti a Verstappen in classifica, ma non capitalizzare la pole position è una colpa. Anche nel finale, dopo la safety car, è meno brillante. E deve arrendersi al rivale olandese.

SAINZ 7
A corrente alternata. Al venerdì bacia i muri, al sabato è super in attributo, alla domenica è lento a mettersi in moto. La falsa partenza gli fa cedere la posizione a Verstappen, per fortuna regge l’urto di Perez nel finale e con i denti e una fantastica difesa conserva il podio.

MECCANICI FERRARI 5
Meno adrenalinici del solito in un pit stop di Sainz. Gli fanno buttare nel cestino un paio di secondi, per fortuna non determinanti.

PEREZ 6
Il compitino. Con l’alibi di un calo di potenza, che ad un certo punto fa pensare al peggio. Quarto in griglia, quarto al traguardo, Minimo sindacale. Ha la possibilità di strappare il podio a Sainz, ma si dimostra meno forte.   

BOTTAS 5
Ad un certo punto si pensa: chissà che risate sotto il casco. La Mercedes lo ha congedato, facendo finire i servigi a Hamilton e dando spazio a Russel, e lui con la più umile Alfa Romeo finisce davanti. Senza nessuno che gli possa ordinare dai rimessa di farsi da parte. Poi però rovina tutto: va a toccare il muro e in un sol colpo si fa infilare da entrambe le Mercedes. Settimo posto pieno di delusione.    

HAMILTON 6
Ancora una volta è battuto dal compagno di squadra. La sua Mercedes stenta, ma lui pare in crisi nera. Fanno tenerezza i suoi tentativi di rimanere fra i primi. Non è un fulmine in avvio, si fa beffare da Gasly. In gara si vendica e si riprende la posizione, ma poi, fra mille traversie, non riesce mai ad insidiare l’Alfa Romeo di Bottas e lo passa solo grazie ad un errore. Con Russel completa il disastro.

RUSSEL 8
Male in attributo, prova a riscattarsi in gara, con un primo tratto con le gomme lunghissimo, sino a farsi favorire dall’ingresso della safety car, che lo scaraventa nei primi dieci. La ciliegina sulla torta, per il quinto posto, sono i continui sorpassi a Hamilton.

ALONSO 7
La sua partenza è da logoro leone che non vuole arrendersi al tempo che passa. Guadagna tre posizioni, da undicesimo a ottavo. Ci pensano i suoi meccanici Renault, con un pit stop problematico, a ricacciarlo indietro. Ma poi nel confuso finale torna protagonista.

NORRIS 4
Fa strike. Danni ingenti alla sua McLaren e maledizioni da parte di Gasly e dell’Alpha Tauri.

SCHUMACHER 3
Ingrato. Sperona Vettel, che è sempre stato uno dei più grandi tifosi di suo papà Michael. La Haas, americana,  era nei punti e non lo ringrazia.

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