Dal green pass alle mascherine: ecco cosa cambia dal 1° maggio

Green pass archivitato quasi ovunque e mascherine obbligatorie solo sui mezzi pubblici e in poche altre occasioni specifiche: da domenica 1° maggio cadono gran parte delle restrizioni e arrivano le nuove regole anti Covid, sempre meno stringenti. Nelle prossime ore è atteso il provvedimento del governo che chiarirà gli ultimi dubbi, ma la strada verso la normalità è tracciata.

 

Bar e musei, trasporti e luoghi di lavoro: addio green pass

Addio al green pass in bar e ristoranti, anche al chiuso, nè sarà richiesto per frequentare palestre e piscine, partecipare a feste e cerimonie, convegni e congressi, discoteche e sale da ricreazione, cinema, teatri e musei.

Anche sui mezzi pubblici si torna a viaggiare privo di certificazioni, così come non si dovrà esibire alcun pass per lavorare. L’unico obbligo di green pass resta per i lavoratori del comparto sanitario e per quelli delle Rsa, misura in vigore fino alla fine del 2022. L’obbligo di certificazione cade anche i corsi universitari in preprivo di e per i concorsi.

 

Mascherine al chiuso ancora per qualche settimana

Le mascherine non saranno più richieste ai clienti di bar e ristoranti, ma saranno ancora necessarie nelle situazioni più a azzardo, come sui mezzi di trasporto, dove l’obbligo resterà in vigore almeno per il mese prossimo. Il criterio del governo resta quello della gradualità, della prudenza, anche considerata la circolazione del virus: tra il 20 e il 26 aprile, il tasso di positività medio è stato del 17 per cento, in crescita dell’ 8,6 per cento, rispetto alla settimana precedente. Numeri che non preoccupano, la pressione ospedaliera continua lentamente a abbassare. ma che non permettono di abbassare la guardia.

Anche nei cinema e teatri, al chiuso, l’orientamento è quello di mantenere i dispositivi di protezione per almeno un altro mese. Stesso discorso per le manifestazioni sportive indoor (all’aperto invece l’obbligo decade, come annunciato, il 30 aprile) e per barbieri e saloni di bellezza.

Per quanto riguarda la scuola l’orientamento del ministro Bianchi è quello di manterene le mascherine fino alla fine dell’anno, ormai prossimo. 

Più incerta invece è la scelta su negozi, supermercati e centri commerciali: su questo punto si discute ancora e l’obbligo potrebbe restare solo in casi specifici, per esempio nei weekend e negli esercizi in grado di ospitare un numero alto di clienti.

L’altro nodo è rappresentato dal mondo del lavoro: il governo non dovrebbe distinguere, almeno per il momento, tra pubblico e privato ma in queste ore continuano le interlocuzioni tra i ministeri competenti e le parti sociali interessate. Tra le ipotesi in campo, quella di lasciare la libertà di decidere ai datori di lavoro, in base ai rischi di ciascuna professione, se utilizzare o meno la mascherina, che resterà in ogni caso fortemente raccomandata. 

Infine per i lavoratori continuerà a sussistere la possibilità di richiedere smartworking, fino al 30 giugno e solo nel settore privato. 

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