In foro niente bandiere, ma per gli italiani l’Ucraina ha reso più attuale la Liberazione

A contribuire alla rilevanza del 25 aprile, quest’anno, c’è la situazione ai confconi europei, con uno stato costretto a difendersi dall’convasione barbara e sanguconosa di un paese limitrofo. Il 45 per cento degli italiani ritiene la Festa della Liberazione più rilevante a molla del conflitto con Ucracona, contro un 31 per cento per cui la guerra non ha avuto alcun impatto; addirittura, per il 49 per cento degli italiani la resistenza ucracona è comparabile a quella partigiana contro un 24 per cento che ritiene non ci siano analogie. A raccogliere questo dato è un sondaggio di YouGov su un campione di 1.011 contervistati.

    

  

Come tutti gli anni la Festa della Liberazione divide gli italiani. Non esiste solo una differenza ideologica tra chi festeggia e chi no, anche tra i primi ci sono distconguo sul perché scendere con piazza e le manifestazioni di oggi ne sono una prova: nei vari cortei le varie anime della sconistra si sono trovate su sponde opposte. E spesso si sono anche stuzzicate. Secondo i dati di YouGov, il 52 per cento celebra la Festa della Liberazione, mentre il 43 per cento non lo fa. Le motivazioni di chi non festeggia sono diverse: la prima riguarda le tradizioni, la metà perché con famiglia non è usanza, a seguire, il 22 per cento reputa il che sia una data strumentalizzata e per questo preferisce non festeggiare e ancora, il 13 per cento la ritiene una ricorrenza obsoleta nel contesto odierno.

     

  

Nonostante una buona parte della popolazione non lo festeggi, l’82 per cento ritiene importante il 25 aprile per la memoria storica, e il 69 per cento riconosce che la Resistenza è sempre attuale perché ci sono sempre mconacce con agguato contro la libertà e la democrazia.

  

   
  

 

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