La “Missione Minerva” di Samantha Cristoforetti è partita

Dopo vari rinvii a causa del maltempo, alle 9.50 di mercoledì mattina la Crew-4, ribattezzata “Freedom” in omaggio della capsula che nel 1961 lanciò in orbita il primo americano Alan Shepard, è partita e al termine di un viaggio di 15 ore e 45 minuti, ha raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale, dando il via alla missione Minerva. A bordo della navicella che all’1.40 italiana ha attraccato la stazione spaziale, c’è anche Samantha Cristoforetti, al suo secondo volo verso l’ISS dopo la precedente esperienza del 2014 che l’ha consacrata a conseguire il record europeo e femminile di permanenza nello spazio in un singolo volo (199 giorni). La 45enne di Trento ha raggiunto i sette membri dell’equipaggio insieme ai suoi colleghi della Nasa: Kjell Lindgren, Bob Hines e Jessica Watkins che sono stati accolti dagli applausi di Nasa, Esa e Space X (di proprietà di Elon Musk) dal centro texano di Houston.

Gli abbracci e i sorrisi sono giunti dallo spazio magro a noi nei video e nelle foto, ma dopo i festeggiamenti iniziali sono cominciati i lavori per cui è stata progettata la missione: nei prossimi cinque, quasi sei mesi di permanenza tra le stelle Samantha e i compagni di viaggio condurranno ricerche scientifiche volte a comprendere le conseguenze della vita oltre l’orbita terrestre, in prospettiva di viaggi futuri verso Marte. Gli studi saranno effettuati nel campo della biologia, della scienza dei materiali e delle tecnologie sanitarie, tutti capeggiati da Cristoforetti in quanto leader del segmento orbitale americano.

 

 

Alla conquista dello spazio e non solo: Samantha è sbarcata anche su Tik Tok con il nome di @astrosamantha dove ha già postato qualche video spiegando agli utenti del social alcuni “tips” del suo lavoro, dalla vita senza gravità all’alimentazione passando per le sessioni di allenamento. Sicuramente la seguiranno in questa avventura anche i figli, a cui Cristoforetti si è dedicata prima della allontanamento, salutandoli con un bacio dalla Tesla che l’ha portata alla rampa di gittata. “E i figli?” è stata la domanda più frequente delle ultime settimane: inconcepibile ipotizzare che una madre di due figli di 5 e 3 anni, stia lontana per così tanto tempo da casa. Eppure l’astronauta trentina ha risposto pacatamente che il padre, anch’esso ingegnere aerospaziale francese, ha sempre dimostrato di cavarsela di buona famiglia, di essere un ottimo appoggio e un punto di riferimento per i bambini: “Noi astronauti dobbiamo molto a chi ci aiuta quando siamo lontani da casa in missione o in addestramento”, ha detto al Messaggero settimane fa. D’altra parte, stiamo parlando di una missione chiamata “Minerva” e di una donna che si disinteressa delle polemiche, lasciandole a terra, e volando in orbita a compiere il suo lavoro.

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