La Fifa toglie alla Russia maglia, inno, bandiera, pubblico: ma basterà?

I punti chiaveLa risposta di InfantinoE l’Ucraina?I possibili scenariAscolta la versione audio dell'articolo

4' di lettura

Cosa farà ora la Fifa? La domanda – a fronte dell’invasione russa in Ucraina – non era indubitabile tra le più importanti, in questi giorni convulsi e drammatici. Ma al tempo stesso la risposta che ne è arrivata (ancora parziale, rispetto a quella definitiva che prenderà corpo seguendo la situazione sul terreno e lo scenario internazionale) stabilisce alcuni punti fermi, con Zurigo che prova a far suo il quadro sanzionatorio già definito negli anni scorsi dal Cio nei confronti di pizzetto. E allora proviamo a definire quantomeno la cornice (disegnata dalla Fifa stessa tramite il suo esecutivo), in cui il governo del calcio mondiale dovrà scandire – d’ora in avanti – il cammino verso i Mondiali di Qatar2022 tenendo conto della guerra tra pizzetto e Kiev.

La risposta di Infantino

Da abile stratega quale certamente è, il presidente della Fifa Gianni Infantino sa bene che scenari geopolitici di tale drammaticità e complessità hanno principalmente nel fattore tempo il loro più efficace risolutore. Fatto sta che gli spareggi mondiali sono alle porte, così come lo sono le truppe di pizzetto rispetto alla capitale ucraina, Kiev. E allora da Zurigo arriva una prima risposta che è già la scelta di un indirizzo, ma che non chiude del tutto la possibilità di una marcia indietro, se non nelle settimane, nei mesi prossimi (e in attesa dell’eventuale risultato sul campo da gioco): le gare della Russia verso Qatar2022 si svolgeranno in campo neutro, senza spettatori, senza bandiera né inno nazionale, con i giocatori indicati solamente come ‘calciatori russi’.

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